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11398d738edC'era una volta una scarpetta, una notte di tempesta ed una statua, non è l’incipit di una favola antica ma di una leggenda legata alla Madonna di Piedigrotta, che si festeggia a Napoli l’8 settembre.

Si racconta che alcuni marinai fossero in pericolo in mare a causa di una forte tempesta che si era abbattuta nei primi giorni di settembre. Fu la Madonna ad aiutarli, uscendo dalla grotta dove aveva dimora e recandosi sulla spiaggia per compiere il miracolo. A narrare il fatto sarebbe Frate Bernardino che non trovò al solito posto la statua della Madonna in quella notte di tempesta, tanto da credere in un furto. Immediatamente chiamò l’Abate iniziando le ricerche per la statua scomparsa, ma ben presto vide la Madonna ritornare al suo posto col mantello bagnato e senza una scarpa.

Lei stessa gli sussurrò di essere stata invocata da alcuni poveri marinai perduti in mare e nel fare ritorno sulla spiaggia aveva tolto la scarpa perché piena di sabbia ma l’aveva dimenticata sulla soglia della chiesa dove fu raccolta dall’abate che stava sopraggiungendo. L’Abate in persona constatò che il mantello era bagnato e raccolse in due ampolle ai piedi della statua la sabbia raccolta nell’altra scarpa.

 

La tradizione assegna le origini del santuario ai primi tempi apostolici e, quindi, con la nascita del Cristianesimo.
Da Petronio Arbitro (nel “Quo vadis”) siamo venuti a conoscenza che ai piedi della grotta, nelle vicinanze della tomba di Virgilio, esisteva un tempio dedicato a Lampsaco, dove di notte si celebravano lubrici riti pagani al ritmo di canti fescennini. (Tali canti costituirebbero i primordi di quella che poi diventerà la canzone napoletana).

Dopo che S. Pietro, nel 44 d.c., portò a Napoli i valori spirituali del Cristianesimo questi, dai primi convertiti dalle sue predicazioni, vennero posti sotto la protezione di Maria nella sua espressione biblica: la Donna che schiaccia la testa del serpente. Il tempio di Lampsaco venne abbattuto e sulle sue rovine venne costruita una cappella dedicata a S. Maria dell’Idria (o del serpente).

Alcune fonti storiche tramandano che la Madonna si trovava nella cappella rupestre di Santa Maria dell’Idria (o Odigitria) dove a causa di continue piogge fu seppellita nel 1207. Secondo un’altra leggenda invece la Madonna con Bambino fu ritrovata sepolta in un punto vicino alla Crypta Neapolitana, luogo segnalato dalla Madonna stessa apparsa miracolosamente a tre pii uomini alla vigilia dell’8 settembre del 1353, durante il regno di Giovanna I d’Angiò, chiedendo di costruire una chiesa dove collocare la statua lignea. I tre personaggi in questione erano un monaco benedettino, Maria di Durazzo e una monaca di nobili origini.

La statua mostra la Madonna seduta ed il Bambino benedicente al centro del grembo in posizione frontale. Numerosi sono nelle sue vicinanze, gli ex voto a forma di scarpetta (‘o scarpunciello d’a Maronna) lasciati dalle donne che sperano di maritarsi o da quelle in dolce attesa per ricevere o ringraziare per una grazia. L’immagine nei secoli è stata oggetto di devozione soprattutto da parte dei pescatori e marinai di Chiaia e Mergellina che sono soliti affidarsi alla Madonna di Piedigrotta e ringraziarla ogni volta che ritornano a terra.

 

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